Voli di rondini
- 20 mag 2019
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Per me la storia delle rondini che volano in cerchi come tante piccole e dolci frecce già nelle sere di primavera , si lega alle vacanze, soprattutto le più remote, estive a Viareggio.
Le sentivo sfrecciare tra tetti e campanili in quel celeste violaceo cielo di inizio crepuscolo; dal balcone di mia nonna, mi gustavo la sigaretta del dopo cena, le osservavo immaginando cosa potessero vedere i loro occhi in quel momento.
Tutto ciò avveniva in quel lasso di tempo tra la cena e l'uscita serale, solitamente in passeggiata e sovente coronata dal gelatino da Mario.
Ah, le piccole rondini! Mi stringono in gola un misto di piacevoli ricordi e sensazioni e l'amaro do ciò che non può tornare. Mi fanno rivivere come presenti attimi perduti nello ieri, ancora troppo vivo e pungente per non essere doloroso.
Ricordo quando, a fine estate, si andava alla cartoleria vicino a casa di mia nonna a fare il pieno di cancelleria per l'anno scolastico seguente: le mitiche jolline profumate e la maxi penna multicolore erano i must have di allora. Delle jolline si giocava poi coi compagni di classe a scambiarsi i dischetti colorati che avevano impilati prima della punta; sarà la magia del tempo, ma tuttora non trovo una biro che scriva bene quanto una jollina.
Altro must have: la colla Coccoina, con tanto di scatolina blu e bianca, palettina per stenderla e odore unico e inconfondibile che, chissà perchè, piaceva da matti a tutti.
Sono partita dai voli circolari delle rondini e ad essi torno, a chiudere il cerchio, nelle passeggiate tardo pomeridiane sul molo di Viareggio, fino al fondo, fino alla Rosa dei Venti.
Sto diventando decisaente Proustiana (sostituisco le madeline con gli intramontabili plum cakes, ma, tolto ciò, sto per finire sulla strada di Swann)
Melanconia portami via, via sull'ali gabbiane d'una melodia.
La smetto, ok, ok.







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