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Lavoro e Schiavitù

  • 8 mag 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

Vi sembrerà un titolo un po' forte, più adatto ad un racconto che ad un articolo di attualità: no, no no, vi sbagliate, non esiste nulla di più attuale.

Recita l'articolo 1 della Costituzione Italiana – cioè, per intenderci, il primo, non uno qualunque in un qualunque punto dell'Atto – che: “L'Italia è una Republica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al Popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Dunque, se l'Italia si fonda sul lavoro, dato il tasso di disoccupazione odierno, più che fondarsi sta affondando.

Da qui allo schiavismo il passo è brevissimo: le imprese sono schiacciate dalle tasse, vengono incentivate nuove assunzioni a tempo determinato o con contratto di collaborazione, il lavoratore diventa insomma un Fresh&Clean usa e getta.

Il 27 aprile mi è stato consegnato da una ragazza molto gentile un foglio recante titolo “Sciopero Glovers”. Leggendo le condizioni in cui sono costretti a lavorare non posso assolutamente stare zitta. 2€ a consegna + 50 centesimi a km lordi (tassati al 20%). I tempi di attesa davanti ai vari ristoranti spesso impediscono loro di portare a termine più di due consegne. Non hanno copertura Inail. Non hanno una polizza infortuni individuale che li copra in caso di incidente.

Non hanno ferie, permessi; non hanno neanche la mutua.

In realtà, in via ufficiale, pare esista una sorta di assicurazione che copra gli infortuni dal quarto giorno d'ospedale in poi, ma nei fatti, dichiarano i Glovers,

non è stata mai messa in pratica.

Tirando le somme quando il mese va bene riescono quasi a guadagnare 350 € in tutto.

Cito il caso di Glovo ad esempio di un mondo del lavoro ormai snaturato di qualunque forma di rispetto umano. Lavoratore è colui che offre una determinata prestazione professionale per un prestabilito numero di ore in cambio di un adeguato e concorde alle vigenti leggi stipendio. Datore di lavoro è colui che paga lo stipendio al lavoratore in cambio della sua prestazione professionale. A livello pratico è cura del datore di lavoro fornire strumenti e direttive necessari allo svolgimento corretto della mansione del lavoratore. Non è scritto da nessuna parte che a livello umano uno dei due sia autorizzato a sentirsi superiore all'altro. Non si può considerare un proprio dipendente come un numerino facilmente sostituibile con un altro.

Mi allargo: noi non viviamo più da molto tempo ormai in una società; noi siamo nell'era dell'ANTISOCIETA'; concetti come rispetto reciproco e parola d'onore sono stati soppiantati da lotta per la sopravvivenza e menefreghismo e da interesse personale e raggiro a danno altrui.

Come posso, come faccio a rimanere la solita inguaribile Umanista quando ciò che mi circonda quotidianamente è disumano?

Per ora mi fermo qui: invito a riflettere.

 
 
 

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