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Poi, dopo la crisi

  • 7 mag 2019
  • Tempo di lettura: 1 min

Poi, dopo la crisi, c'è il senso di colpa: avrei potuto evitarla? avrei potuto combatterla meglio? avrei potuto farla essere meno violenta o per lo meno arginarla prima?

Poi, dopo la crisi e il senso di colpa, c'è il sussurro del subconscio che ti dice: "sei solo una bambina viziata che vuole attirare l'attenzione degli altri; sei la diva più decadente che si sia mai vista, una primadonna all'ultimo stadio.

Poi, dopo la crisi, il senso di colpa e le idiozie sussurrate dal subconscio, ecco che ritorna la ragione e ti dice: "ma vedi un po' di farti furba e andartene a dormire! ti sei ammalata, capita, stai facendo il possibile per guarire, ma soprattutto non sei così stupida da rischiare di farti del male per attirare l'attenzione di Chicchessia!"

LO SPETTATORE

Non sei tu ti muovi i muscoli si torcono.

Non sei tu

non hai alcuna possibilità di controllo

Non sei tu tu in realtà

sei immobile sei attonita

quasi non ti vedi muovere.

Non sei tu quella voce che grida che urla bestiale e feroce.

Non sei tu: tu sei uno spettatore, tu sei chi paga il biglietto.

 
 
 

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